ONCOGENETICA

PROSTATE CANCER RISK

TUMORE DELLA PROSTATA

Il cancro della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 20 per cento di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo: le stime, relative all'anno 2017, parlano di 34.800 nuovi casi l'anno in Italia, ma il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo. Stando ai dati più recenti, circa un uomo su 8 nel nostro Paese ha probabilità di ammalarsi di tumore della prostata nel corso della vita. Indizi predittivi del rischio di insorgenza sono la dimensione della prostata e valori di PSA (antigene prostatico specifico) superiori a 4, seguiti da visita urologica rettale. In seguito a tali indizi è utile verificare la presenza di mutazioni in alcuni geni come BRCA1 e BRCA2, già coinvolti nell'insorgenza di tumori di seno e ovaio, o del gene HPC1, che identificano un ulteriore incremento del rischio di cancro alla prostata.

GENI CON MUTAZIONI COSTITUZIONALI

ANALISI GENOMICA DNA NUCLEARE DI LINFOCITI NEL SANGUE PERIFERICO

SI ESEGUE UN PRELIEVO DI SANGUE VENOSO

 

Il monitoraggio dei pazienti con parametri di rischio elevati o con diagnosi accertata di cancro alla prostata viene eseguito col controllo della presenza di mutazioni di geni specifici riscontrabili nel sangue periferico (biopsia liquida).

GENI CON MUTAZIONI SOMATICHE

BIOPSIA LIQUIDA

RILEVAMENTO DNA CELLULE TUMORALI MUTATE NEL PLASMA PERIFERICO

SI ESEGUE UN PRELIEVO DI SANGUE VENOSO