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Score al 2018 richiama il lavoro che facemmo attorno agli schemi di John Gill. Definitivamente SENIOR, emerge dai dati l'andamento sinusoidale che si può collegare più alla ciclicità della qualità di forma che alla progressione temporale. Non marginale il fatto che la ripresa del numero di salite (e il conseguente minor allenamento in sala) non inibisce il top grade, richiamando il giudizio di John: L'esperienza di Veteran dimostra che più la genetica dell'allenamento portano alla longevità arrampicatoria: alcune persone sono fatte per arrampicare ... altre no!

E' stato un lungo lavoro ma abbiamo finalmente pubblicato online le edizioni italiana e inglese di MONTBLANC SUPERCRACK. Sono edizioni dinamiche aggiornate costantemente e ora siamo a 2018.10 con una ventina di itinerari in più della edizione originale cartacea: migliori tracciati, correzioni grafiche. La pagina FB @mbsupercrack offre una vetrina sulla cronaca e con il gruppo la possibilità di interazione con chi vuole contribuire con le proprie esperienze. Il download pdf costa 7 euro e si trova: http://www.camurrilamberto.it/nonsono/lectures%20web.html

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La prima settimana continua di maltempo da almeno un anno, e ne abbiamo approfittato ...... per fare un pò di forza indoor e per riaggiornarci sul top climbing. Fin dove arriva il top? I nostri lettori sanno che ci piace il paragone con gli sport importanti. OK. Abbiamo scelto oltre il 9b. 14 sono gli atleti che lo hanno superato, 8 una sola volta poi: Frederic Rouhling 2 (fino al 2009), Alex Megos 3 (fino al 2016), Jakob Schubert 3 (fino al 2018), Stefano Ghisolfi 4 (fino al 2018), Chris Sharma 8 (fino al 2016), Adam Ondra 24 e 1 9c (fino al 2018). Adam sicuramente padroneggia a distanza, come Bolt nei 100 metri. Possiamo fare un paragone: se nell'arrampicata ad oggi 14 persone hanno superato il 9b con un unico leader al 9c, nei 100 metri abbiamo 28 persone che hanno corso sotto i 9.9 secondi con un solo sotto i 9.6. Facendo una arbitraria proporzione nel numero di adepti .... ci può stare. 9b vale 9.8 secondi. E i leaders? Bolt ha avuto l'apice della sua parabola a 25 anni, Ondra a 25 anni è arrivato al 9c .... vedremo cosa il futuro riserva a questa coincidenza, è Ondra all'apice della sua parabola? ... o è ancora nel crescendo dell'iperbole come calcola Regis Portalez (8a.nu) prevedendo il 9c+ per il 2021? (foto del 2008, dati da Hardclimb.info)

E' un motto che si può applicare a ogni comunità, tipo l'Italia è bella malgrado gli italiani, ma nello sport è inusuale, quindi proviamoci: scalare è un gesto in libertà che si costruisce personalmente, quando si trasforma in competizione ha iniziato per fortuna a essere regolamentato. L'arrampicata sportiva, lo sci alpinismo hanno il circuito olimpico. E qui potremmo aver finito ma ......sarebbe bello! Fuori dal circuito c'è di tutto. La velocità dove la mettiamo? L'Everest ha visto due pompatissimi tentativi di record con la stessa persona in pista nel giro di 10 giorni, ridicolo, come se un velocista corresse due gare olimpiche in un quarto d'ora, ma con due punti di partenza diversi e in più con la vetta opinabile. E non è neppure riuscito a battere il record precedente. Sarebbe da depennare. E il presenzialismo? Certo bisogna lavorare, l'immagine, il saper parlare ......ma scolpire una schiena muscolosa tipo "Dolce e Gabbana sulla Castà" per dichiarare che insegneremo ai turisti a non farsi male in montagna e a lasciarla pulita riscoprendo la bici, la palestra e gli Omega3 di Enervit è solo demenziale. Now going alla prossima. Nice 2018!

20 settembre, fine dell'estate .... o inizio? Dopo pochi di giorni di reidratazione della terra il cielo è di nuovo blu e il tempo stabile. Abbiamo tempo e si scala tutti i giorni, il mattino ha l'oro in bocca, dicono, quindi il pomeriggio si fa altro. Bismantova si sta consolidando, non la roccia che ci fa fare capitomboli, ma la frequenza cresce, climbers, turisti, bikers, cable-people. Il rifuglio pulsa, tante mandibole all'opera, bene. L'Eremo è aperto, fra poco si faranno di nuovo la Corradini e il GAB .... speriamo. Chiusura d'estate con Papaveri e Papere all' Aimonin.

32 gradi all'ombra a 1000 metri ..... fanno grado? Domanda stupida direte, ma pensateci. Quando Cassarà raccolse i questionari rivolti al mondo arrampicatorio in quei primi anni '80 che furono premessa al BIGBANG della arrampicata sportiva, SPORTROCCIA del 1985, alla domanda se la pioggia cambiasse il grado seguirono le risposte più disparate ma tutte nel merito ... solo noi proponemmo un paragone: nel salto in alto la pioggia alza l'asticella? - No - Appunto, al massimo non si salta. Oggi sembrerà ovvio anche se non tutti i retaggi alpinoidi sono svaniti. Quindi? con 32 gradi meglio andare il piscina e se, percaso, riesce un tiro difficile col sudore fra le dita saremo contenti un pò di più !

Tre mesi di inverno asciutto sempre sole sono stati ideali per riflettere, rivisitare e perchè no?, anche inventarsi qualcosa. Gli elementi d'ambiente sono sempre fondamentali, sole, freddo, asciutto giorno dopo giorno, il clima ideale insomma per il ritmo: il veterano si ricolloca, verifica e inventa. Niente di meglio che riproporsi le vie d'eccellenza, riaccarezzare i gesti e vedere se tutto di nuovo funziona 15 anni dopo. Non per guardarsi indietro, non ha senso, ma per calibrare i parametri. La Pietra è li e allora via, con Wilson e con gli amici, l'elenco non conta ma è bello scriverli, i nomi: Musica, Golem, FruFru, Sklerotic, Membro, Retrofobia, Illusioni, Astrolabio, Alidicera, e in mezzo gli altri più semplici, alternati a nuove multipitch sul mare. Si riapre lo scenario del calcare duro, ma intanto la parentesi d'inverno entra, era attesa, e ne approfittiamo!

 

Adam sta sulla Wino Tower di Dawn Wall del Capitan dopo aver risolto il Dyno pitch per la soluzione alternativa del loop e fulminato i tiri successivi. La via è praticamente finita e la performance splendida. Da valore alla immane opera concettuale, tattica e fisica di Tommy Caldwell, il vero progettista della via, e ovviamente di Kevin che con lui l'ha salita la prima volta aggiungendo la ulteriore difficoltà di farla entrambi RP nello stesso push. Ricordiamo infatti la disconnessione nella realizzazione del traverso che complicò non poco la tattica nei giorni cruciali. Adam ha sentito e raccontato l'impatto psicologico con la parete e la roccia, ma l'ha superato da grande campione con una prestazione eccezionale.

Wilson è il mio compagno d'azione da tempo immemorabile, fondamentale nel rendere perfetti i momenti in cui è necessario percepire "l'etereo contatto con la roccia, modanature espressive che scorrono sotto la pelle", senza dover per forza spezzare il tempo con altri. Non essendo abbastanza coraggioso e amando l'altezza, #wilson si trasforma volta a volta in qualche aggeggio. Ma non è sempre oceano di orizzonti smisurati. Oggi per esempio avremmo avuto bisogno di un altro amico, quello qui sotto, Dinamite Bla. Dall'altro lato del grande masso c'erano "quelli che": c'è un appiglio più in la?, se non prendi la catena è inutile che scali (alla figlia piccola), non mi vedo i piedi ......Faremo presto tanti metri!

Montagna "di gamba" abbiamo scritto solo ieri per descrivere il rinnovato affollamento vulle vie di montagna centenarie, quelle che si fanno coi piedi, e un attimo dopo abbiamo letto di Uli Steck che interpreta lo spirito del running sui monti come l'evoluzione dell'alpinismo classico: una conferma, sicuramente lecita ma emblematica che sposta l'attenzione sull'aspetto fisico. Ma se negli atleti professionisti ciò identifica un quadro di performance codificata, nel resto del gruppo la qualità della disciplina sportiva si perde nel passato: una normale al Bianco rimane quella di sempre. L'imbuto gobettiano del conformismo raccoglie più facilmente i seguaci di un Ultratrail che di una salita al Grand Capucin. E siccome camminare un pò più in fretta alla fine non è un problema, capita che alla gengiva del Dente del Gigante si arrivi bene ma alla prima placca o doppia succeda il finimondo; ovvero che si giri su creste e cornici nevose nel primo pomeriggio con isoterma 4500. Intanto i satelliti del Tacul sono vuoti nell'ultima domenica calda di settembre. A Courmayeur come a Canazei i negozi sportivi brillano di scarpe da corsa e zainetti con borraccia ascellare, il bacino dei compratori è sicuramente più ampio che per picche e moschettoni. I profili social di chiunque traboccano di facce stuccate su creste, sentieri, rocce erbose, quando non di vette o vie secolari. Lo scontro quantità vs qualità continua ....

2016. "Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano". 100 anni fa il sommo Antonio Gramsci 1916 scriveva ODIO IL CAPODANNO. C'era la guerra dunque speranza e disillusione, oggi un appuntamento subìto e da superare velocemente con sollievo, un crepaccio forse che non interrompa la continuità del cammino.

Se i climbers non usano la testa.....periodicamente si ripresenta il problema di capire perchè la nostra testa è così grande tanto che, oltre a farci nascere prima di essere autonomi, ci da quel peso tanto inutile e sbilanciante negli strapiombi. Ma il periodo è frequente da quando è apparsa una appendice anatomica nuova, capace di creare un drift genetico: mentre tutta la specie umana ha la mano destra che si sta trasformando in I-Phone, in una famiglia dominante di climbers la trasformazione è in Trapano. Una sorta di Excalibur, simbolo di onnipotenza, propaggine fallica, penna indelebile.....chiamatelo come volete, ma ogni roccia ha ormai graffiti disposti secondo la sensazione territoriale della tribù. L'anomalia c'è, il trapano annulla, cancella la originalità dell'ambiente e il profilo temporale. Homo trapanensis buca dove vuole, decide che un chiodo ben piantato a mano da un semplice H. abilis non va più bene; assolve il compito di tutore della sicurezza piazzando soste e punti di calata che reggerebbero un carro armato ovunque, anche se da lì non si scende.....Le pareti diventano degli appendiabiti, la leggibilità storica delle vie è compromessa, la proprietà dei primi attori è cancellata. La oppressione culturale rispetto ai climbers delle altre tribù è forte, che non possono decidere di cimentarsi con l'opera dei primi salitori, ma la scalata è imposta loro dalla revisione operata da H. trapanensis. H. trapanensis è inquieto, salta quà e là forando come un cane segna il territorio e togliendo dalla roccia tutto ciò che offusca il suo triangolo fix-catena-anello. Il dubbio non lo tocca......ed è qui che nasce il problema: se non usa il cervello, perchè il genere Homo si cimenta nel salire i muri che è la cosa che gli viene peggio? che differenza lo separa dai piccoli rettili? ....se ci mettiamo allo stesso piano delle lucertole, cari miei, non ce n'è per nessuno !!!!!!!!!!! Tag: Grand Capucin, Piola, Vogler, Francesco Civra, Cache Cache, Fix, Chiodi, Ottoz, Aiguille Croux, Platt, Vie moderne e classiche, Falesie.


Ovunque si armonizza la scalata e la cura della roccia sta la logica della adozione e l'allerta di "access fund", a protezione della qualità di tutti. E non è una invenzione recente, con i ruoli contrapposti della natura selvatica e dell'uomo che vuole proteggersi. I chiodi sulla roccia, quelli a fessura sono tradizionali, ormai non contano come intervento, gli SPIT no, quelli programmano la messa in sicurezza. I primi spit a corona, provenienti dagli speleo, li abbiamo messi noi a Bismantova nel 1976 alle soste e nei passaggi della Pincelli Brianti e Oppio, qualche detrattore stupirà........ma mai sottovalutare l'inventiva! Come pure il disgaggio della parete fra le vie Doretta e Paola....cosa sono?......le Gare Nuove, ci abbiamo lavorato noi pulendo e chiodando.......e inventando le gare assieme alla truppa di Marsigli, Gambarelli, Platt. Poi i tempi cambiano, ci si programma di più, si va ai convegni come ad Arco portando il progetto finanziato con 150000 euro per riordinare tutte le vie, purtroppo poi azzoppato dalle burocrazie ma che ha portato almeno alla resinatura delle grandi vie (Collegio Guide). L'adozione delle vie è il nostro recente passo per conservare questi successi e la fruibilità. Pulizia tanta, chiodi il meno possibile, e grande attenzione alla evoluzione della roccia, alle sue instabilità, senza timore di fare un passo indietro.

Dawn Wall final effort! The route is over! Both guys on top......now a look to the complete topo of the route and a gorgeous active picture